Il moscato di Scanzo

vino di grande pregio

Il moscato di Scanzo è ad oggi la più piccola DOCG d'Itlalia

Vino di grande pregio, è l'unico Moscato passito italiano a bacca rossa, ottenuto da vitigno autoctono coltivato su un territorio di soli 31 ettari. 
Coltivato esclusicamente nella zona di Scanzorosciate, conosciuto quale rarità sin dal 1300.

Il vitigno produce grappoli spargoli, allungati, alati, con acini piccoli e di colore scuro, buccia sottile e pruinosa.
Questa uva è profumata e ricca di aromi!
Colore rosso rubino carico, più o meno intenso che, invecchiando, può tendere al cerasuolo con riflessi granati.
Estremamente complesso, con sentore di prugna, confettura, rosa canina, marasca, sottobosco. Le note terziarie che lo caratterizzano fin da giovane, tra cui tabacco e cioccolato, evolvono e si amplificano con l'invecchiamento.
Equilibrato ed elegante, moderatamente dolce, dagli aromi fruttati e speziati con leggero retrogusto di mandorla.
Morbido, vellutato, corposo, ha un'incredibile persistenza.
Va servito a temperatura ambiente in grandi calici per favorirne l'ossigenazione.
Non richiede necessariamente abbinamenti ma l'atmosfera giusta per apprezzarne la straordinaria e sorprendente evoluzione aromatica.
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IL PROCESSO PRODUTTIVO

Il Moscato di Scanzo nasce in una terra particolare e fortunata: solo 31 ettari di territorio collinare caratterizzato da elevate pendenze e da un’ideale esposizione a sud. Le sue uve sono rese uniche dal microclima locale e dalla formazione rocciosa su cui crescono le viti.

Il Sass de Luna è una formazione calcareo marnosa molto particolare che affiora sulle colline scanzesi. È di incredibile durezza e resistenza, ma una volta esposta al tipico microclima collinare e agli agenti atmosferici, si sgretola diventando polvere. Il terreno acquisisce così un’alta mineralità e una scarsa disponibilità idrica: due caratteristiche fondamentali per questo tipo di uva che diventa, nel tempo, molto resistente alla siccità, più sana, profumata e ricca di aromi riconducibili alla famiglia dei Moscati. I grappoli spargoli sono allungati, alati con acini piccoli e di colore scuro, la buccia è sottile e pruinosa.

Durante la vendemmia, l’uva viene raccolta annualmente e posta in piccole cassette, avendo cura di eliminare, già sul campo, tutti gli acini rotti, acerbi o non idonei ad essere appassiti.
Dopo un ulteriore controllo grappolo per grappolo, l’uva viene posta in appassimento in essiccatoi naturali oppure in locali termo condizionati.

Durante l’appassimento, i controlli vengono svolti ogni giorno per verificare lo stato di salute delle uve, evitare il formarsi di muffe e monitorare il rapporto tra zuccheri e acidità.
Infine, si procede a diraspare e pigiare le uve.

Terminata la fase di appassimento, si procede alla pigiatura, con una resa massima di uva in vino del 30%. La fermentazione con macerazione delle vinacce avviene in vasche d’acciaio, così come tutte le fasi di lavorazione. Il vino dovrà riposare per almeno due anni prima di essere sottoposto ai rigidi controlli per l’approvazione della DOCG. Dopo di che potrà essere messo in commercio.

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